Articolo 10

“L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici.[cfr. art. 26]”.

Il I comma implica il rispetto da parte della Repubblica italiana delle norme del diritto internazionale: 

  • sia scritte, attraverso la stipulazione di trattati internazionali
  • sia non scritte, come norme consuetudinarie originate da comportamenti costantemente ripetuti nel tempo e accettate dalla maggioranza degli stessi.

Questa disposizione non riguarda la ratifica dei trattati internazionali, per la quale l’ART.80 prevede un’apposita disciplina.L’Italia ha aderito a trattati internazionali (es. convenzione europea) che proteggono i diritti fondamentali della persona umana in quanto tale, a prescindere dalla sua nazionalità. Quindi, secondo parte della dottrina e alla luce di una certa giurisprudenza costituzionale, la titolarità dei diritti di libertà non è limitata ai soli cittadini italiani,ma è estesa anche agli stranieri. Bisogna ricordare che speciali diritti sono riconosciuti ai cittadini stranieri comunitari (circolare, lavorare e stabilirsi in tutti gli stati membri dell’Unione). Sul piano dei diritti politici il trattato di Maastricht ha istituito una “cittadinanza dell’unione”, che consente, fra l’altro di votare ed essere eletti alle elezioni comunali, a quelle per il Parlamento Europeo, ai cittadini residenti in uno Stato membro diverso dal proprio

Quindi secondo questo articolo nell’ordinamento giuridico italiano la condizione giuridica dello straniero è prevista dalla Costituzione ed è disciplinata dalla Legislazione ordinaria.

Il successivo comma 3 dell’art. 10 stabilisce che lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge. Il comma 4, infine, vieta l’estradizione per motivi politici, ovvero la consegna da parte dello Stato italiano ad un altro Stato di un individuo condannato o accusato di crimini, commessi o per opporsi a regimi illiberali, o per affermare un diritto di libertà il cui esercizio nel suo Paese è negato.

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