ARTICOLO 3

“La democrazia si costruisce sull’uguaglianza: se prevale l’individualismo tutto è perduto. Non ci salviamo da soli”

Germano Nicolini

Il principio di uguaglianza enunciato nella nota formula “la legge è uguale per tutti” è uno dei cardini dell’ ordinamento giuridico contemporaneo e non consente alcuna forma di ridimensionamento.Esso si articola in due distinte forme, sancite dai due commi dell’ articolo 3:

UGUAGLIANZA FORMALE Comma 1

Secondo il principio di uguaglianza formale tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge. Ciò significa che ciascuno ha diritto di essere trattato e riconosciuto come essere umano in ogni rapporto sociale in cui viene a trovarsi, a prescindere da condizioni personali o da contingenti fattori economici, culturali, politici. Lo Stato non può emanare provvedimenti che creino discriminazione per motivi di razza, sesso, religione, opinioni politiche,ecc. La Costituzione ribadisce questo principio in questi specifici articoli: art. 8 ( uguale libertà di tutte le confessioni religiose); art.29 (uguaglianza morale e giuridica dei coniugi); art.37 (uguaglianza di diritti e retribuzioni fra lavoratori e lavoratrici).

UGUAGLIANZA SOSTANZIALE Comma 2

Al riconoscimento di uguaglianza formale deve seguire, da parte dello Stato, la volontà a realizzare le condizioni che portino al conseguimento dell’uguaglianza sostanziale. E’ il caso delle persone in condizioni economiche disagiate, dotate di minor grado di istruzione, portatrici di handicap fisici e psichici. Nei confronti di costoro, lo Stato deve intervenire con apposite norme per ridurre e limitare tale GAP, affinchè nulla impedisca il pieno sviluppo delle loro personalità.

Il secondo comma evidenzia le diseguaglianze sociali frutto della “libertà economica” ( tipica di qualsiasi Stato liberale), ed impone alla Repubblica un novero di azioni positive al fine di tutelare le classi più deboli, attraverso l’ adozione di politiche sociali atte a creare le condizioni base del “Welfare State”.La mancata realizzazione di tali interventi di politica sociale mina le fondamenta di ogni stato democratico. Pertanto sono state apportate delle correzioni al Titolo III della parte prima della Costituzione (artt. 35-47), intitolata “Rapporti economici”.

Per combattere le gravi situazioni di disagio , tipiche della moderna economia di mercato, è stato proposto come rimedio , l’adozione del reddito di cittadinanza ( altrimenti detto reddito di inclusione), che viene erogato a coloro che sono temporaneamente privi di occupazione. Ciò in conformità con i principi di Stato sociale,nel tentativo di fermare la recessione e di rimuovere quegli ostacoli che sono fonte di gravi diseguaglianze tra ceti sociali. Essa si configura come parziale restituzione di risorse a vantaggio dei disoccupati per il soddisfacimento dei bisogni primari. I fruitori del reddito di cittadinanza dovrebbero essere, in questo modo, incoraggiati nella ricerca di una occupazione!

Legislazione Attuativa

Legge 10 Maggio 1975 N. 151 – Riforma del diritto di famiglia

E’ una delle riforme più importanti fra quelle di attuazione costituzionale perchè cambia completamente la struttura interna della famiglia riconoscendo alla donna una condizione di completa parità e rafforzando grandemente la tutela giuridica dei figli, anche di quelli nati fuori dal matrimonio. Tale legge è stata voluta dalle deputate Nilde Iotti , Giglia Tedesco , Franca Falcucci e Maria Elena Martini le quali ritenevano necessario, non più rinviabile, l’ armonizzazione della legislazione con il dettato costituzionale. E’ tuttavia mancata una necessaria visione d’insieme, ovvero una volontà di riforma in modo organico al fine di evitare le differenze di trattamento che si sono verificate nel tempo. In seguito sono state emanate ulteriori leggi per realizzare a pieno il principio di uguaglianza all’ interno della famiglia.

LEGGE 8 FEBBRAIO 2006 N.54 – DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SEPARAZIONE DEI GENITORI E AFFIDAMENTO CONDIVISO DEI FIGLI

La legge ha modificato il precedente regime in materia di affidamento, in base al quale i figli erano affidati all’uno o all’ altro dei genitori, stabilendo che i provvedimenti relativi alla prole debbano essere adottati con esclusivo riferimento all’interesse morale e materiale di essa e debba essere disposto prioritariamente l’ affido congiunto.

LEGGE N.212, 10 DICEMBRE 2012 e DECRETO LEGISLATIVO N.154, 28 DICEMBRE 2013- DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RICONOSCIMENTO DEI FIGLI NATURALI.

Con questa legge , ogni forma di discriminazione tra figli nati nel e fuori dal matrimonio, viene annullata. Ne consegue una perfetta uguaglianza giuridica tra i sessi.

LEGGE N.76, 20 MAGGIO 2016-REGOLAMENTAZIONE DELLE UNIONI CIVILI TRA PERSONE DELLO STESSO SESSO E DISCIPLINA DELLE CONVIVENZE.

In perfetta ottemperanza degli artt.2 e 3 della Costituzione Italiana, questa legge finalmente regolamenta le unioni civili tra persone dello stesso sesso, sancendo fattivamente l’ uguaglianza tra tutti i cittadini senza alcun tipo di distinzione . Per la prima volta, tale legge, disciplina le unioni di fatto.

LEGGE N.1044, 6 DICEMBRE 1971-PIANO QUINQUENNALE PER L’ ISTITUZIONE DI ASILI NIDO COMUNALI CON IL CONCORSO DELLO STATO.

Con tale legge , lo Stato si è impegnato nella creazione e nella gestione di asili nido comunali, affinché fosse garantita alle famiglie un’ adeguata assistenza nella temporanea custodia dei bambini.

LEGGE N.833, 23 DICEMBRE 1978-ISTITUZIONE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE.

In ottemperanza al principio di uguaglianza, lo Stato istituisce e finanzia un sistema che garantisca a tutti i cittadini una adeguata assistenza sanitaria.In tal modo si tutela la salute psicofisica dell’ individuo, nel rispetto della dignità e della libertà della persona umana.

LEGGE N.104, 5 FEBBRAIO 1992-LEGGE-QUADRO PER L’ ASSISTENZA, L’ INTEGRAZIONE SOCIALE E I DIRITTI DELLE PERSONE DIVERSAMENTE ABILI.

Questo provvedimento legislativo garantisce” assistenza, integrazione sociale e rispetto dei diritti dei disabili”. Essa è finalizzata alla rimozione delle cause invalidanti, alla promozione dell’ autonomia, della socializzazione e della integrazione.

LEGGE N. 68, 12 MARZO 1999-NORME PER IL DIRITTO AL LAVORO DEI DIVERSAMENTE ABILI.

Questa legge promuove l’ inserimento e l’ integrazione lavorativa dei diversamente abili per tramite di servizi di sostegno e di “collocamento mirato”(finalizzato alla collocazione in impieghi compatibili con le proprie condizioni di salute e capacità lavorative).

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