ARTICOLO 4

“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.”      

Questo articolo amplia l’articolo 1. Considera il lavoro sia un diritto che un dovere; è inteso come un diritto fondamentale che lo Stato deve riconoscere favorendo tutte le condizioni per realizzarlo attraverso le politiche occupazionali e limitando la disoccupazione,  e come dovere morale che ogni individuo dovrebbe compiere perché il lavoro viene inteso anche come strumento per affermare le proprie capacità e la propria personalità.

Il lavoro è posto a fondamento della nostra Repubblica come diritto-dovere:

  • Diritto:

Il diritto al lavoro è considerato come un diritto fondamentale di libertà. Il riconoscimento costituzionale del diritto al lavoro comporta che lo Stato non può limitarne o impedirne l’esercizio.

Diritto al lavoro non significa diritto al conseguimento di un’occupazione: lo Stato, non potendo assicurare il lavoro a tutti, deve garantire, mediante idonee politiche occupazionali, le opportunità di lavoro, stimolando adeguatamente il mercato del lavoro.

E’ strettamente collegato al diritto alla retribuzione, che consente a ciascuno di vivere una vita dignitosa oltre alla possibilità di esprimere nel lavoro le proprie capacità

  • Dovere:

Ognuno deve contribuire con la propria attività lavorativa allo sviluppo economico e sociale del Paese (dovere di solidarietà – dovere civico non sanzionabile): invito ai cittadini a ricercare e accettare un’occupazione di carattere economico, culturale, religioso, manuale o intellettuale, subordinato o autonomo che possa contribuire al progresso dell’intero Paese.

* Principio solidarista⇒ Per coloro che non sono in condizione di lavorare (o che ne perdono la capacità per malattie, infortuni, o per avanzamento di età) la Costituzione prevede diverse forme di tutela che rientrano nei concetti di ASSISTENZA e PREVISIONE SOCIALE

Lo Stato provvede all’assistenza sociale di coloro che dispongono di un reddito inferiore ad un limite prefissato (ART.36) e che, a causa dell’età avanzata, di problemi fisici e/o mentali, non possono svolgere attività lavorativa.

Tale tutela prevede prestazioni economiche periodiche come:

  • pensione di vecchiaia;
  • pensione di invalidità.

LEGGE N.300, 20 MAGGIO 1970, CHE RECA “Norme sulla tutela della libertà e della dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento”. Noto come Statuto dei lavoratori, questo importante documento, in parte modificato e aggiornato negli ultimi decenni, costituisce la disciplina di riferimento per i rapporti tra lavoratore, impresa e sindacati. Lo Statuto fu redatto al termine di di un” autunno caldo” che, sul finire degli anni Sessanta, fu agitato da tensioni sociali e lotte sindacali. Fu preceduto da alcune importanti norme: legge n.1124/ 1965 che tutelava gli infortuni e le malattie professionali; la legge n.903/1965 che tutelava il trattamento pensionistico e la legge n.604/ 1966 che disciplinava le norme per il licenziamento. Benchè la società sia profondamente mutata, questo documento, ha rappresentato e, a tutt’ oggi rappresenta, una pietra miliare nell’ ambito del diritto del lavoro.

           

Lo statuto dei lavoratori

Il titolo I dello Statuto disciplina diritti e divieti volti a garantire la libertà e la dignità del lavoratore.   Il titolo II dello Statuto si dedica alla libertà sindacale, sancisce la nullità degli atti discriminatori, pone il divieto di costituire o sostenere sindacati di comodo e introduce la garanzia della stabilità del posto di lavoro.    Il titolo III dello Statuto traccia le prerogative dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro e riconosce al sindacato il potere di operare nella sfera giuridica dell’ imprenditore, per il conseguimento dei propri obbiettivi di rappresentanza e di tutela.    

La legge Biagi

CON LA LEGGE N.30 DEL 14 FEBBRAIO 2003, nota come LEGGE BIAGI, il Parlamento delega il Governo ad emanare nuove disposizioni in materia di occupazione e di mercato del lavoro.

Il Dlgs 276 del 10 settembre 2003 ha dato attuazione alla legge Biagi,al fine di diminuire il tasso di disoccupazione e di promuovere la qualità e la stabilità del lavoro, nonchè di contrastare il fenomeno del lavoro nero. L’obbiettivo di questa riforma è introdurre nell’ordinamento regole e schemi giuridici flessibili, in quanto adattabili alle esigenze sia dei lavoratori che delle imprese.

Sono numerosi gli istituti lavorativi interessati dalla riforma del Professor Marco Biagi. In particolare, le nuove disposizioni comprendono :

  • il sistema di incontro tra domanda ed offerta di lavoro, oggetto di continua ridefinizione mediante la creazione di agenzie per il lavoro e di una borsa nazionale continua di lavoro;
  • la nuova fattispecie della somministrazione di lavoro, che costituisce la cosiddetta disciplina del lavoro interinale ;
  • i gruppi di impresa ed il trasferimento di azienda ;
  • nuove tipologie contrattuali a orario ridotto, modulato o flessibile, quali il lavoro intermittente (job on call), il lavoro ripartito (job sharing), il lavoro a progetto e il lavoro occasionale di tipo accessorio;tipologie di contratto vigenti da tempo nel nostro ordinamento giuridico, come il part-time, l’ apprendistato, il contratto di formazione; la previsione della certificazione dei rapporti di lavoro e delle relative procedure, al fine di ridurre il contenzioso in materia di connotazione dei rapporti di lavoro.

IL JOBS ACT ( Riforme in materia di lavoro promosse dal Governo Renzi).

Il termine jobs act deriva dall’ acronimo “Jumpstart Our Business Startups Act”, riferito a una legge statunitense, promulgata durante la presidenza di Barack Obama nel corso del 2012, a favore delle imprese di piccola entità mediante fondi. L’obiettivo principale del jobs act è quello di aumentare le opportunità di lavoro e creare un quadro normativo adeguato alle esigenze produttive, nel tentativo di semplificare le tipologie contrattuali esistenti e di favorire la stipula di contratti di lavoro a tempo determinato.

Le principali misure previste dal jobs act sono le seguenti:

  • Contratti stabili;
  • Licenziamenti ( riferiti a coloro che sono assunti a tempo indeterminato con contratto “a tutela crescente”) e reintegro( previsto solo in caso di licenziamento discriminatorio o disciplinare, con previa dimostrazione di motivazione non sussistente) ;
  • Trattamento di disoccupazione;
  • Meno tipologie di contratto(abolizione di tipologie contrattuali penalizzanti per il lavoratore);
  • Per quanto riguarda il congedo parentale, viene esteso quello facoltativo, mentre rimane quello retribuito fino al 30% e fino al compimento dei 6 anni dei figli, rispetto ai primi 3 anni sanciti in precedenza;
  • Ridimensionamento dei dipendenti( possibile per alcuni contratti collettivi di lavoro nazionali e/o aziendali);
  • Cassa integrazione;
  • Contratti di solidarietà;
  • Dimissioni in bianco addio( le dimissioni avverranno solo per via telematica, compilando moduli appositamente forniti dal sito del Ministero);
  • Controlli a distanza (alcune aziende possono dotare i loro dipendenti di strumenti tecnologici con l’ obbligo di informare sull’ uso di tale strumentazione e di effettuare controlli, con rispetto della privacy).

IL COLLOCAMENTO DEI DISABILI

La legge N.68 del 12 marzo 1999, ha introdotto numerose novità che prevedono varie misure a sostegno dell’occupazione lavorativa delle persone disabili:

  • Il collocamento mirato: strumenti tecnici che permettono di valutare le persone con disabilità nelle loro capacità lavorative e di inserirle nel posto al loro più adatto;
  • Le quote di assunzione riservate ai disabili e obbligatorie per le aziende, sono tenute all’assunzione tutti i datori di lavoro, pubblici e privati, in base ai seguenti limiti dimensionale:
  • Le prassi di avviamento al lavoro;
  • Gli incentivi alle aziende che assumono lavoratori disabili.

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