Articolo 9

“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

La promozione della cultura, della ricerca tecnica e scientifica è uno dei maggiori segni di rottura operato dalla Carta costituzionale con il fascismo che, come ogni dittatura, impose una propria “ideologia”e un “cultura di regime”, vietando ogni forma di dialettica e qualsivoglia confronto con diverse ideologie.Questa norma costituzionale sancisce il principio culturale ed ambientalista cui lo Stato deve tendere. Viene posta al fianco dell’ART.117 che attribuisce alle Regioni la promozione e organizzazione delle attività culturali e la ricerca scientifica e tecnologica. La Costituzione proclama l’assoluta libertà della cultura in tutte le forme in cui si esprime, e l’autonomia delle strutture che si dedicano alla promozione della stessa o alla ricerca scientifica e tecnica. L’attività di ricerca è indispensabile per rinnovare i contenuti dell’insegnamento, favorire l’emancipazione professionale dei lavoratori e assicurare una sempre più adeguata sicurezza sociale lavorativa. L’intervento promozionale della Repubblica deve sempre ricercare un equilibrio costituzionalmente compatibile con la libertà della cultura e della ricerca, evitando che queste ultime siano soggette a direttive e imposizioni del potere politico o si sviluppino del tutto sganciate dai problemi della società.

A tal proposito la Costituzione garantisce: libertà di espressione e di insegnamento. (Art.33)

Una novità della Costituzione deriva dall’ importanza che riveste l’ intervento dello Stato in favore della ricerca scientifica per garantire la crescita culturale, umana e sociale dei cittadini , al fine di conservare la competitività con i Paesi scientificamente e tecnologicamente avanzati.

Il secondo comma tutela il paesaggio , concetto che ha subito, specie nell’ ultimo ventennio,una profonda evoluzione in relazione a quanto disposto nell’ art.32 ( tutela della salute pubblica) che consente attualmente di definire in modo più appropriato di “tutela ambientale”.

Al tempo dell’Assemblea Costituente (1946), infatti,non presentandosi gli attuali problemi ecologici, il legislatore si concentrò unicamente sulle “BELLEZZE NATURALI” la cui tutela si riduceva alla loro conservazione secondo la legge Bottai del 1939. Il termine PAESAGGIO, alla luce dei tempi attuali e delle relative problematiche ambientali, si intende nel senso più ampio di AMBIENTE NATURALE che va tutelato per la salvaguardia del paese e del pianeta.

“L’arte e la scienza sono al servizio dell’umanità.  Esse  accrescono libertà allo spirito umano, ma di  libertà hanno innanzitutto bisogno: e non possono degnamente e utilmente operare se costretti a fini determinati e condizionati. Lo Stato non è un’arte, come non ha una scienza; ma dell’arte e della scienza si giova per i suoi fini nazionali e sociali. Ha il dovere di proteggerle in ogni modo e di servirsene, ma ha pure il dovere di lasciare che esse si sviluppino libere e padrone di sé oltre e dentro la scuola.”

(On. C. Marchesi)

Concetto Marchesi, membro della I sottocommisione, preposta ai lavori in seno all’Assemblea Costituente, si batté perché nella Costituzione fosse presente un articolo che difendesse il patrimonio artistico. Molti costituenti espressero dubbi in merito all’opportunità di inserire un tale principio ma Marchesi non si arrese, affermando che lo Stato dovesse farsi carico di prendere tutte le misure necessarie affinché qualsiasi monumento importante non andasse distrutto. Dopo lunghi dibattiti l’articolo, inizialmente proposto poi cancellato, venne ripristinato per poi essere collocato tra i principi fondamentali dell’attuale articolo 9.
L’evoluzione relativa all’attuazione dell’articolo 9 della Costituzione è stata molto intensa, soprattutto negli ultimi anni, con diversi interventi relativi alla definizione di “bene culturale”. La legge Bottai del 1939 definiva i beni culturali “cosa d’arte”, mentre una legge successiva qualificava come “bellezze naturali” quelle che riguardavano la tutela dell’ambiente. Nel nostro Paese possiamo tuttavia affermare che nei vent’anni successivi al 1948 si registrò una scarsa attenzione verso i sempre più emergenti problemi di tutela del patrimonio storico, artistico e paesaggistico. Solo con la legge n. 310 del 1964 si istituì una “Commissione di indagine per la tutela per le cose di interesse storico, archeologico, artistico e del paesaggio”. Dopo circa un decennio di indagini, si giunse all’istituzione, nel 1975, del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali: le “antichità e belle arti” divennero “Beni Culturali”.
Il D.P.R. 14 gennaio 1972 n.3 trasferÌ alle Regioni la competenza in materia di interventi per la protezione della natura, le riserve e i parchi naturali.
Con D.M. 5 marzo 1992 venne costituito, in collegamento con il Ministero per i beni culturali e ambientali, il Comando Carabinieri per la tutela del patrimonio artistico.
Nel 1999 si giunse al riordino di tutta la normativa vigente nel Testo unico sui beni culturali in cui si definisce il concetto di bene culturale.
Si evidenziano qui due linee di pensiero: la concezione reale e normativa dei beni culturali, secondo cui sono beni culturali solo le categorie di cose espressamente individuabili in base a esistenti norme di legge.
La concezione unitaria, per cui sono beni culturali tutte le testimonianze aventi valore di civiltà.


Nel 2004 venne istituito il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. In primo luogo il nuovo statuto di bene culturale venne incentrato sulla “regolamentazione” amministrativa della conservazione e della circolazione.
In secondo luogo, nel Codice venne ipotizzato un sistema policentrico dei beni culturali in cui lo Stato ebbe la facoltà di decentrare funzioni alle regioni e agli enti locali e di cogestire servizi museali di eccellenza.
In terzo luogo, il Codice sancì la limitazione della gestione pubblica dei musei e dei servizi di fruizione dei beni culturali di proprietà pubblica.
In quarto luogo il Codice segnò l’abbandono del concetto di “bene ambientale” per la nozione di “paesaggio”, correlato alla pianificazione urbanistica.
Una norma del 2014, conosciuta come “Art Bonus”, ha introdotto un credito di imposta per le erogazioni in denaro a sostegno della cultura e dello spettacolo nell’ambito delle “Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo”.
Si tratta di un sussidio di 500 euro per i diciottenni da spendere nell’acquisto di beni e servizi culturali.
A difesa del patrimonio culturale nel 2017 è stato approvato un provvedimento che ha introdotto il nuovo titolo VIII-bis del codice penale rubricato “ Dei delitti contro il patrimonio culturale”
La stessa norma ha inoltre inasprito severamente le pene collegate alla commissione dei reati contro il patrimonio culturale e paesaggistico italiano.

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