I PADRI COSTITUENTI DELL’ ARTICOLO 3

Lelio Basso

“Nella società italiana ci sono forti tendenze all’autoritarismo. La nostra classe dirigente è troppo arretrata politicamente, troppo paurosa di affrontare il libero confronto democratico, e in fondo sempre nostalgica di un regime autoritario”

Lelio Basso nacque il 25 dicembre del 1903 a Varazze( SV), da una famiglia della borghesia liberale. Nel 1921 si iscrisse alla Facoltà di Legge dell’Università di Pavia e nel 1925 si laureò in legge con una tesi sul concetto di libertà del pensiero marxista che studiò attentamente al fianco di Piero Gobetti. Aderì al Partito Socialista Italiano diventando ben presto un antifascista, ciò lo porterà ad essere arrestato nell’aprile 1928 e internato sull’isola di Ponza, dove studierà Filosofia laureandosi nel 1931.
La vita di Lelio Basso fu una miscela di attività e ricerca intellettuale su scala internazionale. È stato un esperto e un interprete del lavoro di Marx adottando un approccio originale nella sua rielaborazione della visione del socialismo e attingendo a diverse linee di pensiero che venivano dalla sfera del pensiero democratico,(la tradizione democratica francese, il “socialismo accademico” tedesco, il pensiero socialista italiano ). Nel pensiero di Basso i principi della democrazia e del socialismo sono strettamente collegati: la teoria del potere democratico e la teoria marxista della rivoluzione non sono scindibili, poiché la lotta per la democrazia e la lotta per il socialismo sono rispettivamente mezzo e fine. Il suo pensiero presuppone il recupero storiografico e teorico del nucleo della concezione marxiana della rivoluzione, cioè del concetto di rivoluzione come processo: la logica antagonistica costituisce, pertanto, la conditio sine qua non per contrastare le tendenze regressive dell’economia capitalistica e sviluppare la consapevole partecipazione di massa: la democrazia.
Nel 1946 divenne deputato dell’Assemblea Costituente e fece parte della Commissione, formata da 75 membri incaricata di scrivere il testo della Costituzione dedicando il suo impegno,in particolar modo, per gli articoli 3 e 49. Per più di vent’anni fu eletto alla Camera dei deputati, mentre dal 1972 al 1976 fu eletto senatore. Al momento delle dimissioni di Saragat, Basso divenne Segretario del PSI fino al congresso di Genova (1948). Egli era convinto che il partito fosse uno strumento di diffusione della democrazia fondata sulla partecipazione attiva volta a sconfiggere la passività del fascismo. Il suo obiettivo era quello di eliminare il progetto socialdemocratico dei ceti medi e superare il modello comunista, troppo burocratico. Il partito ideale di Basso doveva essere formato da quadri ideologicamente preparati, consapevoli del proprio ruolo e capaci di diffondere i valori della partecipazione e del socialismo. Basso fu membro della sinistra del PSI dal 1959. Nel dicembre 1963 egli fece una dichiarazione di voto alla Camera, sottoscritta da 24 membri della minoranza del gruppo parlamentare socialista, contro il primo governo di Centro-Sinistra. Questo gesto gli fece guadagnare la sospensione dal partito e nel gennaio 1964 partecipò all’assemblea Costituente del nuovo PSIUP( Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria)
Lelio Basso fondò e scrisse per numerose pubblicazioni internazionali. Era famoso in tutta Europa in qualità di avvocato penalista.
Morì a Roma il 16 dicembre 1978.

Nilde iotti

“La Costituzione non ha e non può avere né un’ideologia né una filosofia di parte”

Nilde Iotti è stata una donna che per tutta la sua vita ha lottato contro la discriminazione delle donne, il suo unico obiettivo infatti era raggiungere l’equità tra uomo e donna in ogni ambito. Fu dunque la prima parlamentare ad essere eletta Presidente della Camera dei Deputati in Italia.
Nacque a Reggio Emilia nel 1920. Il padre faceva parte del movimento operaio socialista, perciò venne perseguitato durante il fascismo. Alla morte del padre, la madre iniziò a  lavorare  per far terminare a Nilde il suo percorso di studi in modo da assicurarle un futuro, nonostante il lavoro alle donne fosse vietato dalle leggi fasciste. Già da giovane dimostrò di essere convinta dei suoi ideali, collaborò con l’organizzazione dei gruppi di difesa delle donne e a soli 25 anni divenne segretario provinciale dell’ Unione Donne in Italia. Nilde allora ottenne sempre più successo, per l’impegno e le capacità dimostrate in questi anni così ebbe inizio la sua carriera politica:
-nel 1946 fu eletta come indipendente nelle liste del Partito Comunista Italiano
-dal 1946 al 1999 divenne deputata dell’Assemblea Costituente.
-entró a far parte della Commissione della Costituzione, in particolare partecipò alla stesura della parte riguardante i diritti e i doveri dei cittadini.
Nilde Lotti  era interessata principalmente all’uguaglianza tra uomo e donna e ai diritti delle donne, ma anche al diritto alla libertà e alla dignità.
Lei stessa affermò, durante un suo discorso, che siccome le donne avevano ottenuto il diritto di voto come gli uomini allora dovevano essere eguali in ogni altro ambito, dovevano finalmente uscire dallo stato di arretratezza a causa del ruolo che era stato dato loro nel tempo e riacquistare una propria dignità e personalità.

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