I PADRI COSTITUENTI DELL’ARTICOLO 5

BARTOLOMEO RUINI

“Piana, semplice, comprensibile anche alla gente del popolo”

Bartolomeo Ruini, anche noto come Meuccio Ruini, nacque a Reggio Emilia il 14 dicembre 1877. Dopo essersi laureato in giurisprudenza nel 1889 con una tesi di filosofia sui rapporti tra stato e società, fu consigliere comunale a Roma, consigliere provinciale a Reggio Emilia e nel 1913 divenne deputato. Nel 1924 Meuccio Ruini fu tra i principali promotori del movimento politico “Unione Nazionale” il cui fine era creare una ferma opposizione al fascismo. Nel 1942 fondò il “Partito della Democrazia del Lavoro”, e ne fu il rappresentante all’ interno del Comitato delle forze antifasciste, successivamente chiamato C.L. N (comitato di liberazione nazionale), di cui Meuccio stesso fu promotore.
Il ruolo che Ruini tenne all’interno del C.L.N. gli permise di essere scelto per la Presidenza della “Commissione dei 75”, incaricata di redigere il testo costituzionale.
Nel 1975, dopo 4 anni di assenza dalle scene politiche e nel decennale della Costituzione, il Governo realizzò il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro e ne affidò la Presidenza proprio a Ruini.
Il 2 marzo 1963, per decisione del Presidente della Repubblica Segni, venne nominato senatore a vita “per altissimi meriti nel campo scientifico e sociale”.
Oltre all’attività politica, Meuccio Ruini pubblicò numerose opere su argomenti storici e giuridici.
Morì a Roma il 6 marzo 1970. La salma fu inumata al cimitero di Canossa.
Meuccio Ruini fu nominato, in seno ai lavori per la redazione della carta Costituzionale, Presidente della Commissione. Ruini avrebbe preferito una Commissione meno numerosa, di solo 25 membri circa, ma riconobbe che per rappresentare le varie tendenze c’era bisogno di un numero più elevato.
Probabilmente all’ inizio si pensò di attribuire alla Commissione dei “75” un ruolo esclusivamente tecnico e di lasciare all’Assemblea le grandi scelte politiche. I fatti però presero una svolta improvvisa a causa delle grandi personalità di spicco che erano presenti all’interno della Commissione e per le quali l’asse politico si spostò all’interno della Commissione. Infatti, come lo stesso Ruini dice, nella commissione c’erano i dirigenti di quasi tutti i partiti, gli esponenti delle organizzazioni operaie, i giuristi e il fiore dei costituzionalisti italiani. Non era una Commissione di incompetenti.”
Ruini cercò subito di imprimere ai lavori un ritmo efficiente e di tracciare le linee generali del lavoro.

COSTANTINO MORTATI

“La costituzione dell’ente Regione ha come suo scopo il decentramento” 26 novembre 1946

Costantino Mortati nacque a Corigliano Calabro, in provincia di Cosenza nel 1891. E’ uno dei padri fondatori della nostra Costituzione ed è considerato uno dei più autorevoli costituzionalisti italiani. Si laurea in Giurisprudenza nel 1914, in Filosofia nel 1917 e in Scienze politiche nel 1930. Ottiene la cattedra di Diritto Costituzionale presso l’ Università di Messina, poi a Macerata, quella di Diritto Pubblico a Napoli e, infine, insegna Diritto Costituzionale Comparato a La Sapienza a Roma. Divenuto deputato dell’Assemblea Costituente nel 1946 fece in modo che l’articolo 5 della Costituzione fosse spostato dal Titolo V alla prima parte della Costituzione in quanto lo riteneva di fondamentale unicità e indivisibilità. Ricoprì il ruolo di Segretario della Corte dei Conti, successivamente giudice della Corte Costituzionale e ,infine, Vice Presidente. Morì a Roma nel 1975.
Mortati cercò di unire, sulla base della conoscenza della letteratura internazionale e tedesca, i due pilastri del diritto pubblico italiano in una precisa teoria della costituzione, nell’ ambito della fase del cosiddetto ius publicum europaeum, fondato sullo Stato nazionale.
Il suo rilevante contributo alla redazione della Carta Costituzionale lo si evince da una sua opera, edita nel 1945: “La costituente: la teoria, la storia, il problema italiano”. E’ di straordinaria attualità la sua attenta analisi delle insufficienze dello Stato Italiano!

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