IL PADRE COSTITUENTE DELL’ ARTICOLO 10

L’ articolo 12, di stringente attualità, impegna la nostra nazione in una cooperazione internazionale. Tale impegno si realizza attraverso l’emanazione di disposizioni in tutto coincidenti con le norme del diritto internazionale, sia scritte che provenienti dalla consuetudine. Nel nostro paese la condizione giuridica dello straniero residente in Italia è protetta dalla previsione di una riserva rafforzata di legge; il trattamento giuridico a cui viene sottoposto lo straniero non può essere sottoposto all’arbitrio della pubblica amministrazione ma deve essere stabilito dalla legge. Quest’ultima non può, tuttavia, essere meno favorevole di quanto previsto dalle norme di diritto internazionale (leggi sia consuetudinarie che pattizie). Il nostro paese può anche predisporre un trattamento più favorevole nei confronti dello straniero, elevandosi a modello di riferimento per la comunità internazionale. Nel terzo e nel quarto comma, la Repubblica italiana garantisce a tutti i cittadini stranieri, ai quali siano stati negati i diritti e le libertà democratiche nei loro paesi, di poter esercitare tali diritti nel territorio dello Stato italiano, grazie al diritto di asilo. Come conseguenza degli eventi storici, politici e sociali che hanno contraddistinto il Novecento – si pensi ai regimi totalitari, alle guerre mondiali, alla decolonizzazione, alle guerre civili e ai movimenti di liberazione – l’Italia, rientrando nell’ambito delle democrazie occidentali, ha ratificato con la legge del 24 luglio 1954 la Convenzione sullo status dei rifugiati, già siglata a Ginevra il 28 luglio 1951 e il Protocollo relativo allo status di rifugiati, siglato a New York il 31 gennaio 1967 e ratificato dall’Italia il 14 febbraio 1970. L’ attuazione di questa legge non è stata affatto istantanea, causa l’ostilità mostrata dal Presidente Tupini (in carica dal 1946-1947).Pertanto l’approvazione per l’articolo 10 “sui diritti internazionali” fu alquanto dibattuta ma, grazie alla partecipazione di colui che ad oggi è riconosciuto come padre costituente “Mario Cevolotto”, la nostra Costituzione garantisce diritti anche agli stranieri.

Mario Cevolotto

“Ho ritenuto opportuno limitare questa parte generale alla indicazione della forma repubblicana democratica dello Stato, all’affermazione dell’uguaglianza di tutti i cittadini, al richiamo delle norme del diritto internazionale generalmente ammesse come parte integrante del diritto nostro e alla indicazione della bandiera”

4 dicembre 1946

1ª Sottocommissione della Commissione della Costituzione

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